19 Febbraio 2019
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A. P. E. - Avis per Progresso Ematologico

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Breve storia
A.P.E. “AVIS per il Progresso Ematologico” è nata a Castelfranco Veneto (Tv) nel 1999 per volontà di 32 Avis dell´ULSS 8 e dell´AVIS di Treviso, con l´obiettivo di perseguire e sostenere iniziative rivolte alla ricerca scientifica e medica.
Il Volontariato del nostro territorio non ha voluto così solo limitarsi alla fondamentale ed insostituibile opera di donazione del proprio sangue â€" spiega il presidente di APE, Paolo Targhetta - ma ha scelto anche di sostenere l´attività di ricerca e di formazione del personale sanitario che opera nel nostro Centro trasfusionale. "
L´attività è iniziata con i due importanti progetti “Caratterizzazione molecolare dei difetti responsabili dell´emofilia A” e “Valutazione della malattia minima residua nelle malattie linfoproliferative: leucemie e linfomi”. Molte sono state le relazioni presentate ai congressi professionali del settore e molti dei risultati ottenuti, sono stati pubblicati dalla stampa scientifica.
Fra queste, nel 2008 a Milano, è stato riconosciuto alla dott.sa Roberta Salviato, che A.P.E. sostiene, il premio per la migliore pubblicazione scientifica al Congresso Nazionale per l´Emofilia.
Inoltre, in qualità di referente italiano delle più prestigiose Istituzioni Internazionali del settore, il Centro Emofilia di Castelfranco Veneto, sapientemente diretto dal dott. Giuseppe Tagariello responsabile tecnico-scientifico di A.P.E, è stato iscritto nel Registro Italiano ed Internazionale dell´emofilia B.
Nel 2012 A.P.E. è stata riconosciuta Associazione Onlus e ha dato il via all´importante ed ambizioso progetto di Ricerca della rigenerazione delle cellule cartilaginee e della cura dell´emofilia mediante cellule endoteliali, condiviso dall´Ematologia dell´ospedale di Castelfranco, diretta dal dott. Giuseppe Tagariello e dall´ULSS 8, da TES, Fondazione per la biologia e la medicina della rigenerazione e dall´AVIS regionale, in rappresentanza di tutte le AVIS venete.


La ricerca sull´artropatia emofilica
Il progetto rappresenta la prosecuzione delle ricerche condotte presso il Centro per le Malattie del sangue e Centro per l´Emofilia dell´ospedale di Castelfranco. Ad oggi la maggior parte delle proposte terapeutiche offerte ai pazienti emofilici sono state la sinoviectomia chirurgica e la sinoviortesi chimica o radio-isotopica più recente. Di pari passo si è sviluppata, nei casi più avanzati ed irreversibili, un´esperienza oramai consolidata nella sostituzione protesica delle articolazioni irrimediabilmente compromesse. Ultimamente, in pazienti con condropatia iniziale ( lesioni minime cartilaginee ), si sta facendo strada un approccio conservativo biologico. Queste metodologie prevedono la possibilità di espiantare cellule cartilaginee del soggetto malato e , dopo coltivazione “ex vivo”, il tessuto ottenuto può essere successivamente re-inserito a scopo riparatorio nelle cartilagini danneggiate.


La ricerca sulla cura dell´emofilia
Questo ambizioso progetto di ricerca propone il ricorso alla terapia cellulare. Obiettivo è isolare i progenitori endoteliali da sangue periferico umano e di verificare in vitro la capacità di produrre i fattori VIII e IX. L´emofilia , infatti, è una malattia genetica ereditaria legata al cromosoma X dovuta ad una alterazione del gene che codifica per i fattori coagulanti VIII e IX rispettivamente per emofilia A e B. Studi hanno dimostrato che tra i maggiori siti di produzione del fattore VIII ci sono le cellule endoteliali dei sinusoidi epatici. La terapia attuale per il trattamento dell´emofilia si basa sulla somministrazione dei fattori di coagulazione mancanti, mentre i futuri approcci clinici prevedono lo sviluppo di terapia genetica o cellulare. I dati preliminari ottenuti in vitro potrebbero in futuro, se confermati, permettere l´impiego di tali cellule in una sperimentazione in vivo su modello animale emofilico. Lo scopo della ricerca è quello di permettere al paziente la produzione “endogena” di fattore VIII o IX, anziché la somministrazione sostitutiva endovenosa con concentrati della coagulazione come avviene oggi.
La firma del progetto rappresenta una lodevole dimostrazione di quanto possa fare la collaborazione tra diverse realtà: lavorare in rete, mettere insieme risorse umane ed economiche per il conseguimento di un obiettivo comune, specie quando questo riguarda la salute dei cittadini. E´ bello che il nostro volontariato del sangue AVIS abbia fatto questa scelta di andare oltre la pur insostituibile donazione del sangue: aiutare, tutti assieme, la ricerca per dare speranza a chi è ammalato con risultati che speriamo possano cambiare tante vite.
A.P.E. è orgogliosa di poter contribuire ad una ricerca così importante..

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A.P.E. e T.E.S. di Michela Rossato
Dopo la firma della convenzione tra Avis regionale (in rappresentanza di tutte le Avis venete), Ape- Avis Progresso ematologico, Ulss 8 e Tes-Fondazione per la biologia e la medicina della rigenerazione, entra nel vivo a Castelfranco il progetto di ricerca della rigenerazione delle cellule cartilaginee e della cura dell´emofilia mediante cellule endoteliali. Si parte con due borse di studio, che permetteranno ai due giovani medici-ricercatori Silvia Barbon e Luca Brogio di lavorare con le staminali, nella speranza di giungere ad una cura dell´emofilia o perlomeno a qualche significativo passo in avanti in tal senso. Durante una partecipata serata organizzata a Montebelluna da Ape, a il 22 aprile 2013, la dott.ssa Barbon ha spiegato che “Le potenzialità delle cellule del sangue sono straordinarie, sono cellule ideali per i nostri studi anche grazie alla loro grande capacità migratoria”. “Grazie al mondo avisino, diventa realtà uno studio che vede lavorare insieme Ulss, Università e volontariato â€" ha sottolineato il prof. Pierpaolo Parnigotto, presidente di Tes â€" a tutto beneficio della ricerca”. E piuttosto soddisfatto è il dott. Giuseppe Tagariello, dal momento che il progetto rappresenta di fatto la prosecuzione delle ricerche condotte presso il Centro per le malattie del sangue-Centro per l´emofilia dell´Ulss 8, con sede a Castelfranco, di cui è responsabile. “Con questa convenzione la nostra attività, che è stata fino ad oggi di nicchia e si è distinta in più occasioni in ambito nazionale, si apre ad altre nuove frontiere e a nuove sfide â€" ha detto - e a si apre al mondo accademico, con tutte le sue potenzialità”. Il dott. Tagariello è anche responsabile tecnico-scientifico di Ape, che riunisce 32 Avis del territorio dell´Ulss 8 e l´Avis provinciale e che è presieduta da Paolo Targhetta. Lo stesso Targhetta, nel corso della serata, ha ricordato la storia di Ape e distribuito ai presidenti delle comunali il nuovo depliant dell´associazione, con le indicazioni su come contribuire alla ricerca. “A questo straordinario progetto arriviamo insieme, tutti, grazie al contributo di tante Avis, a serate informative organizzate nel territorio e al fatto che alcuni donatori hanno rinunciato alla propria medaglia devolvendo il corrispettivo in denaro ad Ape e alla ricerca â€"ha detto â€" e questo ci deve rendere tutti orgogliosi. Continuiamo a donare il sangue, che ora servirà anche alla ricerca, continuiamo a parlare di Ape e del progetto in ogni Consiglio e ad ogni occasione pubblica e portiamo l´iniziativa anche fuori dal nostro territorio”. D´accordo Gino Foffano, ex presidente dell´Avis provinciale, che non è voluto mancare alla serata assieme alla neo presidente Vanda Pradal e all´allora presidente regionale, Alberto Argentoni. “Questa iniziativa è la dimostrazione della grande sensibilità delle Avis dell´Ulss 8 nei confronti della ricerca - ha dichiarato Foffano - Abbiamo portato la ricerca di altissimo livello a casa nostra, ci stiamo credendo fortemente e ci stiamo investendo, con la possibilità di seguirla passo dopo passo”. Ci saranno, infatti, periodiche valutazioni sullo stato di avanzamento degli studi e sui risultati del progetto che costerà circa 50 mila euro l´anno e che si prevede si snoderà nell´arco di 3-4 anni. L´Ulss 8 mette a disposizione i locali dell´Ematologia e del Centro trasfusionale castellano, Tes mette i ricercatori e risorse economiche proprie, Avis e Ape contribuiscono con le donazioni del 5 per mille, donazioni di privati e proprie.

Michela Rossato
Relatore
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