06 Luglio 2020
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Breve storia dell´AVIS Comunale di Castelfranco Veneto dall´anno di fondazione 1955

In data 10 luglio 1955, domenica, alle ore 11, su espressa iniziativa del Presidente della Sezione Provinciale A V I S di Treviso, Pietro Guaita, si tiene a Castelfranco Veneto, presso il Teatro Accademico, per la prima volta, un Consilio Direttivo che dà ufficialmente inizio alla storia della Comunale di Castelfranco Veneto, anche se a quel tempo vigeva il termine di "Sezione".

I soci presenti a quella prima storica assemblea non arrivavano a 50 e fu eletto quale primo Presidente il prof. Paolo Muller, primario di chirurgia presso l´ospedale di Castelfranco Veneto: a quel tempo la legge imponeva un medico a ricoprire tale carica.

Tre anni dopo, in occasione della seconda assemblea tenutasi questa volta presso l´Albergo Roma in via F. Filzi, gli iscritti diventano 65 e la presenza passa a Carlo Tesser, lavoratore Simmel, che sarà successivamente riconfermato più volte e rimarrà in carica fino al 1970. Da rilevare che in quegli anni, massiccia è la presenza di operai e contadini, che per molti anni a venire costituiranno il nerbo dei donatori AVIS.

La prima sede della neonata Sezione fu in pieno centro storico, presso l´attuale Biblioteca Comunale in via F.M. Preti, su concessione dell´Amministrazione Comunale.

A partire dal 1959, le due manifestazioni tipiche avisine: la annuale Assemblea rivolta a tutti i soci e la "Giornata del Donatore", si svolgono in due tempi diversi; per motivi organizzativi entro febbraio la prima, e a fine settembre la seconda; il copione è preticamente rimasto inalterato sino ai giorni nostri. Raduno ore 9, sfilata per le vie della città, messa solenne (immancabile esecuzione dell´Inno del Donatore cantato da tutti i presenti) trasferimento al teatro Accademico per i saluti delle autorità e premiazione dei soci benemeriti. Il tutto entro le ore tredici, tempo per il tradizionale pranzo sociale. Pranzo che si teneva già a partire dall´anno 1963 proprio in piazza Giorgione, ove (dal 1982), veniva montato un tendone coperto capiente per oltre 500 persone. (precedentemente c´erano stati dei tentativi di "frazionare" i donatori in diverse trattorie della zona, in quanto nessun singolo loacale bastava a contenere contemporaneamente tutti gli avisini, le autorità e gli ospiti). Questo fino al 2001, per la cui festa si scelse un più prosaico ristorante vicino a Castelfranco Veneto.

Passando gli anni, infatti, i donatori della Sezione di Castelfranco Veneto erano oramai diverse centinaia, fatto notevole soprattutto considerando che a partire dagli anni ´60 in pò alla volta i comuni vicini danno vita a loro sezioni autonome: 1958 Riese Pio X°, 1959 Cavasagra, 1961 San Vito di Altivole, 1971 Loria, 1971 Vedelago, 1973 Castello di Godego, 1974 Resana, 1976 Altivole, 1979 Albaredo.

Il 1962 è l´anno dell´inaugurazione del nuovo Ospedale, e dal 1965 la sede della Sezione trova sistemazione nella nuova costruzione, in via dell´Ospedale, e le prime donazioni non sono più effettuate presso il Centro Trasfusionale di Treviso, ma presso il nostro.

Si va così avanti sino al 1973, vero anno di autentica svolta non solo per la nostra Sezione, ma vorremmo dire per tutto il nostro territorio (e non solo): arriva il prof. Agostino Traldi, affermato ematologo di Modena e di lì a poco viene inaugurato il Reparto per curare gli Emofilici. In effetti il prof. Traldi rivoluzionò il modo e il metodo delle trasfusioni. Chiamato dall´allora Presidente dell´Ospedale di Castelfranco Veneto, Domenico Sartor, a dirigere il Centro Trasfusionale, ottenne di affiancare a questo un reparto per la cura degli emofilici, da gestire in modo innovativo. Potendo contare su una disponibilità continua di sangue fresco, disponibilià che veniva garantita dai donatori periodici di varie sezioni AVIS del territorio ("le AVIS della Castellana"), aveva ideato una nuova terapia per la cura. Separando il plasma dai globuli rossi, e "frazionandolo" ulteriormente, otteneva, tra l´altro, i fattori della coagulazione VIII e plasma privo di fattore VIII, indispensabili per permettere la guarigione dei pazienti, in un circolo virtuoso chiuso. Infatti, i medici che eseguivano i prelievi dai donatori volontari, erano gli stessi che attivavano le cure con gli emoderivati ottenuti. Un metodo unico in Italia e mai messo in atto sino a quel momento da alcun medico, perchè semplicemente i fattori della coagulazione VIII e plasma privo di fattore VIII, venivano importati dall´estero.

Al prof. Traldi, da subito, si affiancò il Dr. Piergiorgio Davoli, che sarà nominato primario del Centro Trasfusionale nel 2000, quando il prof. Traldi andò in pensione, e che a sua volta sarà sostituito nel 2005 dal Dr. Giuseppe Tagariello, attuale primario del Centro Trasfusionale.

Il presidente AVIS in quegli anni, che mantenne la carica sino al 1975, era Umberto Fior, succeduto nel 1970 a Carlo Tesser. E fu durante il secondo mandato di Fior che la ns. Sezione AVIS visse un momento molto movimentato, quando due giovanissimi avisini, Bernardino Spaliviero (attualmente Consigliere Provinciale e Nazionale) e Beatrice Marcon, pretesero di interpretare correttamente lo statuto AVIS relativamente al rinnovo delle cariche sociali. Il 1975 vede quindi la nomina alla presidenza del prof. Antonio Mattion, insegnante di matematica, che rimase in carica per circa undici anni, fino al 1986.

Sono gli anni in cui vengono poste le basi (di comune accordo tra i due "Prof.": Traldi e Mattion) per una "programmazione di donazioni". Prende corpo il piano del prof. Traldi come anzidetto. La presidenza del prof. Mattion non è senza qualche turbolenza.
Dopo molti anni di vita della sezione, passati i primi momenti di euforia, fatalmente diventavano evidenti e necessari alcuni aggiustamenti associativi, che determinano vivaci consigli direttivi. Culminati nel 1986, anno che vide la festa per la "Giornata del Donatore" allestita per volontà dell´Amministrazione Comunale non in piazza Giorgione, ma in periferia. Per le proteste il prof. Mattion si dimise e l´anno successivo, al suo posto si insediò Bernardino Spaliviero. Il quale ripristinò la consuetudine, ma dovette appena eletto fronteggiare un episodio molto delicato. Si tratta in breve dell´unico caso in cui una trasfusione di sangue di un donatore di Castelfranco Veneto avrà conseguenze tragiche e non salvifiche per una persona ammalata. Non si trattò di negligenza o di una superficialità, ma solo di tragiche combinazioni. Fu comunque l´unico caso nella storia del ns. ospedale. A parte questo doloroso avvenimento, a Bernardino Spaliviero va riconosciuto il merito di aver finalmente (dopo parecchi anni di discussioni inconcludenti e anche forti con L´AVIS provinciale di Treviso) assicurato alla nostra Comunale la "autonomia amministrativa", cioè i rapporti tra le oramai 10 AVIS della castellana. Inoltre contribuì, fatto altrettanto importante, a costituire la (prima) Commissione Sangue dell´Ulss 13, strumento indispensabile per un ideale "buon uso" di quanto viene giornalmente raccolto. Si inizia la pubblicazione di un "Periodico" strumento di informazione e propaganda per i soci e non solo. Inizialmente come "Giornale dell´AVIS di Castelfranco Veneto" stampato in alcune migliaia di copie, si è via via perfezionato sempre più; sono passati oltre 16 anni e le copie sono ora circa 11.000 per tre uscite annue; collaborano fattivamente circa 40 Comunali AVIS del ns. territorio. Dal primo momento, sino q quando scriviamo, il Direttore Responsabile è Beppe Castellano. A Spaliviero che copre un altro triennio sino al 1992, subentra Luigi Campagnaro, anche lui per due mandati, dal 1999 al 2004, dal 2005 al 2008 è il turno di Leopoldo Ceccato, mentre dal 2009 ad oggi è Diego Peloso. Il presidente Campagnaro ha la soddisfazione di vedere le donazioni oltrepassare quota 2000 annue, e i donatori essere oltre 1000. Nel 1995 per festeggiare i primi 40 anni di vita della ns. Comunale, ospita i lavori ordinari della Assemblea Regionale di quell´anno. Inoltre provvede alla pubblicazione di un libro celebrativo. Contribuisce validamente a migliorare il Periodico, forma e rilancia la "Commissione Giovani" con l´intento, riuscito, di ringiovanire le ns. fila. Si abbassa l´età media dei donatori. In questo periodo viene costituita l´Associazione Progresso Ematologico (APE) che, in stretta sinergia con la ns. associazione, si occupa di problematiche del sangue. Ubaldo Stocco rende l´ufficio di Chiamata inizialmente impostato da Luigi Campagnaro, da saltuario a operativo per tutte le comunali, supera nell´ultimo anno quota 1500 donatori attivi, obiettivo datosi al secondo rinnovo; individua e propone all´Amministrazione Comunale lo spazio antistante il Palazzetto dello Sport, per quello che diventerà la "Piazza del Donatore di Sangue; oltre a proseguire nella gestione dell´Associazione in maniera esemplare.

Non possiamo non ricordare i segretari che negli anni si sono succeduti alla guida della segreteria, con una presenza praticamente giornaliera, e garantendo il controllo di quelle mille pratiche, scadenza, incombenze, controlli, liste, elenchi, solleciti, ecc, che sono indispensabili per ogni buon funzionamento. Il lavoro svolto da questi signori, prima con sistema "manuale/cartaceo" e negli ultimi anni con l´aiuto dell´informatica è stato indispensabile e formidabile:
  • dal 1955 al 1960 Luigi Melchiorri
  • da 1960 al 1977 Luciano Sarfati
  • dal 1977 al 1978 Alfredo Rossi
  • dal 1978 al 1984 Cesare Toniolo
  • dal 1984 al 2004 Giuseppe Squizzato
  • dal 2004 al 2009 Renato Zamperin
  • dal 2009 ad oggi Gina Candiotto

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